Prima di arrivare in questo borgo non avevo mai sentito parlare della sua storia e non ero minimamente a conoscenza del fatto che San Casciano dei Bagni, questo piccolo borgo della Toscana, in provincia di Siena, arroccato su un colle della Valdichiana Senese alle pendici del Monte Cetona, potesse custodire uno scrigno di tesori e bellezze di questo genere.
La mia conoscenza e il mio approfondimento sono partiti soprattutto dalle numerose zone termali presenti in questo territorio toscano e dalle sue acque termali, che da secoli rappresentano uno degli elementi più importanti della storia e dell’identità del paese.
Il territorio infatti è caratterizzato dalla presenza di molteplici sorgenti termali, con una temperatura intorno ai 39-40 °C e una capacità di portata d’acqua superiore ai circa 5 milioni di litri d’acqua al giorno. Numeri che, a sentirli, mi hanno lasciato a dir poco sbalordito e che probabilmente non avrei mai conosciuto se non fossi venuto personalmente a San Casciano dei Bagni. Tutto questo, inserito in un contesto storico complessivo, spiega anche perché San Casciano dei Bagni sia da sempre legato al mondo delle terme.
Ma credimi, te lo dico con il cuore: fermarsi alle terme sarebbe davvero riduttivo. Il paese è davvero uno scrigno nascosto, che di volta in volta tira fuori perle e nuove realtà del passato. Conserva infatti un centro storico di origine medievale, con vicoli, piazzette, chiese, palazzi e resti delle antiche fortificazioni, oltre a scorci panoramici sulla campagna toscana e verso i territori dell’Umbria e del Lazio.
A tutto questo si aggiunge il vicino borgo fortificato di Fighine, dislocato a soli 5 chilometri di distanza, che si presenta come un vero biglietto da visita per chi vuole conoscere la storia del territorio, senza parlare poi delle tradizioni gastronomiche e popolari e, soprattutto negli ultimi anni, dell’eccezionale patrimonio archeologico restituito dagli scavi del Bagno Grande, che ha riportato alla luce uno straordinario santuario termale etrusco-romano.

San Casciano dei Bagni e le sue acque termali
Il rapporto tra San Casciano dei Bagni e le sue acque termali è molto antico.
Chi ha letto in passato i miei articoli sulla Toscana, come il borgo di Chiusi, di Sarteano o l’articolo dedicato alla Tomba della Quadriga Infernale, sa perfettamente che qui si nascondono gioielli etruschi di immenso valore, che meritano di essere visti e, da parte mia, soprattutto di essere raccontati.
Sono un semplice appassionato con un’esperienza pregressa nel mondo del turismo, ma non sono uno storico e questo mi permette, con la mia fame di conoscenza e attraverso ciò che scopro direttamente sul territorio, di spingermi nei dettagli meno conosciuti e curiosare come un bambino, cercando di legare il territorio alla sua storia e ai giorni nostri.
Secondo la tradizione storica del luogo, furono gli Etruschi a realizzare le prime strutture per sfruttare le sorgenti, mentre successivamente furono i Romani a sviluppare maggiormente l’uso delle terme. Le acque erano conosciute in epoca romana come Fontes Clusinae.
Il legame con le sorgenti è continuato nei secoli e ancora oggi costituisce uno dei principali motivi per raggiungere il borgo.
Le acque termali sono presenti in numerosi punti del territorio. Una delle sorgenti più importanti è quella del Bagno Grande.
In passato, durante le mie precedenti visite, sono rimasto meravigliato da Bagni San Filippo, un contesto naturale di immensa bellezza, tanto da essere denominato la Balena Bianca. Ma scoprire questo luogo mi fa capire ancora di più l’ingegno che veniva messo in pratica nel passato e le tecniche utilizzate in periodi in cui non esisteva la tecnologia di oggi, quindi senza la stessa visione e strumentazione dei nostri giorni.
Le terme libere di San Casciano dei Bagni
Una delle esperienze più caratteristiche è quella delle terme libere, situate ai piedi del colle su cui sorge il borgo medievale.
Dalla zona centrale del paese si può raggiungere a piedi l’area del Bagno Grande e del Bagno Bossolo, dove si trovano gli antichi vasconi alimentati dalle acque termali. Il percorso pedonale parte dalla zona di Piazza Matteotti e conduce verso la vallata delle terme.
L’area comprende diverse vasche, tra cui una principale in pietra dalla caratteristica forma triangolare, oltre a un lavatoio coperto e a un grande bacino di raccolta chiamato dagli abitanti del posto caldagna o detto in maniera più locale gora.
Le vasche raccolgono acqua che raggiunge temperature intorno ai 39°C, permettendo di immergersi anche durante i mesi più freddi.
Se come me ami trasformare una visita in un piccolo viaggio, concedendoti qualche giorno per vivere il territorio con calma, prima di partire ti consiglio anche di valutare un’assicurazione di viaggio: è una di quelle piccole accortezze che preferisco avere quando sono lontano da casa, soprattutto in caso di imprevisti.
Il Bagno Grande conserva inoltre testimonianze della sua lunga storia. Le strutture attuali sono il risultato di diverse trasformazioni e, sul fondo della vasca principale, sono ancora visibili resti di murature antiche.

La bellezza di questi territori della Toscana è la presenza delle terme libere che rappresentano quindi un’esperienza particolare perché permettono di entrare in contatto con una tradizione che non è nata con il turismo moderno, ma affonda le proprie radici nell’antichità.
Cosa vedere nel centro storico di San Casciano dei Bagni
Il centro storico si presenta molto raccolto, facile da girare e può essere visitato tranquillamente a piedi.
Il percorso può iniziare da via Gramsci, una delle strade di accesso al borgo, dove si trova anche una zona di parcheggio, infatti per me è stato comodissimo trovare un parcheggio proprio lì e dedicarmi immediatamente alla scoperta del borgo.
Da qui si incontra già un primo tratto della cinta muraria, immerso nel verde. Proseguendo verso il centro, le antiche fortificazioni diventano parte integrante delle abitazioni e degli edifici del paese.
La strada conduce quindi verso una piccola piazza dove si trova l’ufficio turistico e una traccia di una delle antiche torri difensive.
È stato un vero piacere passeggiare tra questi scorci del borgo. Tra il bar all’ingresso di Via Gramsci e i vicoli del centro storico, ho incontrato diverse persone del posto; con i loro racconti e una semplicità tanto spontanea quanto disarmante, mi hanno regalato piccoli aneddoti che mi hanno proiettato in un’altra dimensione.
Porta di Sopra
Continuando lungo il percorso si raggiunge la Porta di Sopra, un semplice arco in cotto inserito in ciò che rimane dell’antica cinta muraria.
È uno degli accessi storici al borgo e rappresenta un punto naturale da cui iniziare la visita della parte più antica di San Casciano dei Bagni.
Superata la porta, ci si trova davanti alla Collegiata di San Leonardo, uno degli edifici religiosi più importanti del paese.

La Collegiata di San Leonardo
La Collegiata di San Leonardo è la principale chiesa di San Casciano dei Bagni.
La sua origine viene ricondotta al periodo medievale e l’edificio ha subito diversi interventi nel corso dei secoli, in particolare tra la fine del Cinquecento e la seconda metà del Settecento.
La facciata in pietra squadrata è caratterizzata da un importante e magnifico portale gotico in travertino, riccamente decorato con cornici, colonne ed elementi scolpiti. Al centro della lunetta è presente un mosaico nel quale compare anche San Leonardo.
Il portale gotico oggi visibile è legato anche alla storia dell’adiacente Oratorio di Sant’Antonio, dal quale sarebbe stato recuperato.
L’interno è organizzato in tre navate e presenta quattro altari laterali. Tra le opere conservate spiccano una fonte battesimale del Quattrocento e la pala dell’altare maggiore realizzata da Pietro di Francesco Orioli, raffigurante l’Incoronazione della Vergine e santi, databile intorno al 1490.
A completare la chiesa c’è il campanile in pietra, dotato di orologio e cinque campane.
L’Oratorio di Sant’Antonio
Accanto alla Collegiata si trova il piccolo Oratorio di Sant’Antonio, edificio del XVI secolo che fu successivamente ristrutturato in stile barocco nel Settecento.
La chiesa è a navata unica e presenta un portale in travertino con due colonne laterali in rilievo.
All’interno si trova una statua lignea tardo-trecentesca della Madonna con Bambino, insieme ad altre opere, tra cui alcune realizzazioni moderne in acciaio dell’artista iraniano Bassiri.

Il Palazzo Comunale e le antiche misure di San Casciano
Dalla zona della Collegiata si può proseguire verso il Palazzo Comunale, un tempo residenza del Podestà e Palazzo di Giustizia.
L’edificio è sede dell’amministrazione comunale dal Settecento e sulla facciata conserva gli stemmi di alcuni dei Podestà che vi soggiornarono.
Uno degli elementi più curiosi è la colonna delle antiche misure sancascianesi, dove sono riportate le unità di misura della lunghezza utilizzate in passato.
Tra queste vengono ricordati il braccio, corrispondente a circa 64 centimetri, e il passetto, di circa 89 centimetri.
La piazzetta era inoltre legata alla vita commerciale del paese e qui si svolgeva il mercato. Nella stessa zona era presente una delle due antiche cisterne del borgo, della quale rimane il pozzo in pietra lavorata.
All’interno del Palazzo Comunale e nelle vicine Stanze Cassianensi sono inoltre conservati reperti archeologici provenienti dagli scavi condotti nel territorio.

I vicoli e le antiche fortificazioni
Dopo il Palazzo Comunale, la visita può continuare attraverso la parte più raccolta del centro storico.
È proprio qui che San Casciano dei Bagni mostra il suo carattere più profondo, tra vicoli stretti e silenziosi, case in cotto, piccoli scorci e palazzi storici.
Durante la passeggiata si incontra anche l’Arcipretura, prima di arrivare verso la Porticciola.
La Porticciola e la bertesca
La Porticciola è una piccola apertura sul lato settentrionale dell’antico borgo.
Un tempo era protetta da una torre difensiva e da una bertesca, una particolare struttura sporgente dalle mura che consentiva ai difensori di colpire gli eventuali assalitori dall’alto con pietre e frecce.
Il dettaglio permette di comprendere meglio la funzione difensiva che San Casciano ebbe in passato.
La seconda cisterna e la Chiesa della Concezione
Sul lato occidentale del borgo si apre una piccola piazza circondata da case in cotto.
Qui si trova la seconda cisterna dell’antico borgo, riconoscibile grazie alla presenza di un altro pozzo in pietra lavorata.
Sulla piazza si affaccia anche la Chiesa della Santissima Concezione, una piccola cappella cinquecentesca.
La chiesa presenta un prospetto con un portale in travertino e conserva al suo interno un importante affresco attribuito a Niccolò Circignani, detto il Pomarancio. Si tratta di un artista che, sinceramente, prima non conoscevo.
Ma il bello della scoperta è proprio questo: imbattersi all’improvviso in nomi mai sentiti che regalano una bellezza immediata, capace di restare impressa negli occhi e nella mente.
L’opera, databile alla seconda metà del Cinquecento, raffigura l’Allegoria della Concezione. Nella parte superiore è rappresentata la Concezione della Vergine, mentre nella parte inferiore compaiono Adamo ed Eva incatenati a un albero, con David e Mosè alle loro spalle. Ai lati sono rappresentati, all’interno di nicchie, i santi Pietro e Girolamo.
Nella chiesa si trova anche un’acquasantiera del 1596, con la vasca decorata da due serpentelli che convergono verso il centro.
Secondo la tradizione, qui sarebbe sepolto il Beato Pietro, eremita che sarebbe morto di freddo sugli scalini della chiesa.
Essendo una chiesa molto piccola e gestita a livello locale, il mio consiglio, se trovi il portone in travertino chiuso durante il giorno, è quello di fare riferimento all’Ufficio Turistico Comunale, perché vale davvero la pena visitarla.

Santa Maria della Colonna
Appena fuori dal centro abitato si trova la Chiesa di Santa Maria della Colonna, già conosciuta come Santa Maria ad Balnea.
È considerata una delle chiese più antiche e importanti del territorio e il luogo in cui venne costruita era già legato al culto delle acque.
L’edificio sorse infatti nel luogo di un antico tempietto pagano dedicato alla dea della salute Igea.
La chiesa aveva anche una funzione assistenziale: qui venivano accolti e assistiti i malati poveri che arrivavano a San Casciano per curarsi con le acque.
Se ti trovi a far visita in questa zona, devi sapere che è un luogo che viene aperto occasionalmente durante eventi culturali locali, giornate del patrimonio o celebrazioni religiose specifiche legate alla comunità.
Nei pressi dell’edificio sono ancora visibili i resti di un antico convento francescano, utilizzato come ospedale e gestito dalla Compagnia di Sant’Antonio.
Il castello e il borgo di Fighine
Tra le località da vedere nei dintorni di San Casciano dei Bagni c’è Fighine, piccolo borgo dominato dal suo castello medievale.
Il Castello di Fighine, risalente all’XI secolo, presenta una struttura quadrangolare e conserva tre torri angolari di forme differenti.
Una è quadrata ed è anche la più alta, la cosiddetta Torre Vecchia; una seconda è semiottagonale e si trova accanto alla porta principale di accesso al borgo; la terza è ottagonale.
Dalle torri partono le antiche mura difensive, intervallate da piccole torri rotonde.
Il sistema fortificato è stato in gran parte restaurato e continua a circondare il borgo.
Una delle torri è stata trasformata nell’abside della Chiesa di San Michele Arcangelo, edificio a pianta rettangolare con tetto a capriate e due cappelle laterali.
All’interno della chiesa sono conservate tele raffiguranti diversi santi, tra cui una tela di San Michele di Bonichi di Lucignano, datata 1750.
Il castello è oggi di proprietà privata e non è visitabile internamente, ma può essere osservato dall’esterno.
Il Bagno Grande e la grande scoperta archeologica
Negli ultimi anni San Casciano dei Bagni ha assunto una rilevanza internazionale anche grazie alle scoperte archeologiche effettuate nell’area del Bagno Grande.
Gli scavi hanno riportato alla luce un eccezionale santuario termale etrusco-romano, strettamente legato alle sorgenti e alla funzione sacra delle acque.
Le campagne di scavo hanno restituito un patrimonio straordinario di reperti, tra cui statue in bronzo, ex voto, monete e altri oggetti legati alla frequentazione del santuario.
Le campagne condotte di recente, in particolare tra il 2022 e il 2024, hanno portato alla scoperta di oltre 300 reperti, parte dei quali sono stati presentati anche nella mostra Gli Dei ritornano. I Bronzi di San Casciano. Il deposito di statue in bronzo di età etrusca e romana rinvenuto nel sito rappresenta una delle scoperte archeologiche più importanti degli ultimi anni in Italia.

Queste scoperte hanno permesso di comprendere ancora meglio il ruolo delle acque termali nella religiosità antica.
Il santuario fu infatti frequentato per secoli da persone di culture differenti, che raggiungevano il luogo per pregare e lasciare offerte alle divinità in relazione alle acque termali e alle loro proprietà.
Il futuro museo archeologico
Questa parte della storia di San Casciano dei Bagni è ancora in evoluzione, e non poteva essere altrimenti, considerando l’immenso patrimonio che sta venendo fuori in questi ultimi anni.
Per questo motivo, non mi esimerò dal ritornare in questa magnifica località, ancora tutta da scoprire.
Nel 2026 è stato rafforzato il percorso di collaborazione tra istituzioni e mondo della ricerca per la prosecuzione delle attività legate al Bagno Grande, alla tutela e valorizzazione dei reperti e alla realizzazione di un futuro spazio museale dedicato al patrimonio archeologico del santuario.
Il progetto riguarda quindi la prosecuzione degli scavi, il restauro e la conservazione dei reperti e delle strutture antiche, la realizzazione di un museo dedicato ai materiali provenienti dal santuario e la creazione di un hub internazionale di ricerca.
Per questo motivo, oggi è più corretto parlare di un grande progetto per il futuro museo archeologico, piuttosto che di un museo già pienamente operativo dedicato ai reperti del Bagno Grande.

La storia termale del Bagno Grande
Il Bagno Grande non è soltanto un’area archeologica.
La sorgente è ancora oggi una delle più importanti del territorio e alimenta i vasconi utilizzati per le terme libere.
Le strutture attuali hanno subito numerosi cambiamenti nel corso dei secoli. In passato erano presenti un loggiato e tre stanze destinate ai bagni termali; nell’Ottocento questi ambienti risultavano già in parte abbandonati e i vasconi venivano utilizzati anche come lavatoi o per la cura degli animali.
Ancora oggi, sul fondo della vasca principale, sono riconoscibili resti di murature antiche.
Questo rende particolarmente suggestiva l’esperienza delle terme libere: il luogo frequentato oggi dai visitatori conserva infatti tracce della sua lunghissima storia.
Il mio consiglio non è solo di frequentare le terme libere, ma di esplorare, scrutare con gli occhi, perché ciò che nasconde questo territorio è qualcosa davvero di straordinario e poco conosciuto.

Il Palio di San Casciano
Le tradizioni popolari occupano un posto importante nella vita del borgo e anche nella mia ricerca culturale di un territorio.
Ho avuto il piacere di ammirare alcuni scatti fotografici di questo Palio, che si svolge in occasione della festa del patrono San Cassiano, il 13 agosto.
Il Palio di San Casciano coinvolge le quattro contrade del paese:
- Campanile
- Porticciola
- Pozzo
- Gattineto
La manifestazione è preceduta da diversi giochi popolari, tra cui la corsa con i sacchi, il palo della cuccagna, la pentolaccia e la ruzzola.
Il corteo storico attraversa le vie del paese con figuranti in abiti rinascimentali, seguito dalla benedizione dei capitani e dei giocatori e dalle esibizioni di sbandieratori e tamburini.
La competizione finale è la particolare corsa della ranocchia.
I rappresentanti delle quattro contrade devono portare una rana su una carriola lungo un percorso prestabilito. La difficoltà consiste proprio nel riuscire a raggiungere il traguardo mantenendo la rana sulla carriola.
La contrada vincitrice è quella che arriva per prima al traguardo con la propria rana sulla carriola.
Sentirlo raccontare dalle persone del posto fa capire come questa manifestazione sia sentita e, soprattutto, quanto coinvolga la popolazione, che porta avanti con orgoglio questa festa come uno degli appuntamenti principali del paese.
La Sagra del Ciaffagnone
Un’altra tradizione gastronomica importante è la Sagra del Ciaffagnone, dedicata a una delle preparazioni più caratteristiche della cucina locale.
Praticamente uno street food accompagnato da musica e intrattenimento, il ciaffagnone è una sorta di crespella preparata con acqua e farina, la cui realizzazione richiede una particolare abilità.
La cottura tradizionale prevede che la crespella venga fatta saltare in aria e girata, fino a ottenere una doratura uniforme su entrambi i lati.
Il ciaffagnone viene proposto sia in versione salata, con pecorino, sia in versione dolce, a scelta tra confettura o perchè no, anche ricotta. E credimi, se l’assaggi con i prodotti locali della zona ha il suo perché.
Cosa mangiare a San Casciano dei Bagni
La cucina di San Casciano dei Bagni è legata ai prodotti del territorio e a una tradizione gastronomica semplice.
La Toscana presenta una propria etichetta enogastronomica che in molti conoscono, ma se ti trovi in particolare in questo territorio, devi sapere che tra i prodotti più rappresentativi troviamo:
- olio extravergine d’oliva;
- vino Chianti;
- carne di Chianina;
- Cinta Senese;
- pici, pasta casareccia;
- tartufo;
- pecorino toscano.
Tra le specialità più rappresentative ci sono i pici, una pasta fatta a mano simile a grossi spaghetti, per rendere l’idea, che a chi è pugliese come me ricordano molto i troccoli.
Ho avuto modo di mangiarli e devo dire che sono buonissimi: ricordano molto i troccoli al sugo che facciamo noi in Puglia, soprattutto nella provincia di Foggia.
Non può mancare il ciaffagnone, che oltre a essere protagonista della sagra è una specialità della cucina locale.
Un percorso a piedi per visitare San Casciano dei Bagni
Per visitare il centro storico si può seguire un percorso circolare che permette di concentrare in una sola passeggiata molti dei luoghi principali e, nel farlo, ricordati di scambiare due chiacchiere con la gente del posto.
Si può partire da via Gramsci, dove sono presenti parcheggi e dove si incontra il primo tratto delle antiche mura.
Da qui si sale verso il centro storico, passando accanto alle fortificazioni e raggiungendo la zona dell’ufficio turistico.
Il percorso prosegue verso la Porta di Sopra, oltre la quale si incontra la Collegiata di San Leonardo.
Dopo la visita alla Collegiata e all’Oratorio di Sant’Antonio, si può imboccare il vicolo che conduce al Palazzo Comunale, osservando la colonna delle antiche misure sancascianesi e la zona che in passato ospitava una delle cisterne del paese.
La passeggiata continua quindi attraverso i vicoli della parte più antica del borgo, passando dall’Arcipretura e raggiungendo la Porticciola.
Da qui si può proseguire verso il lato occidentale del paese, fino alla piazzetta dove si trova la seconda cisterna con il pozzo in pietra e la Chiesa della Concezione.
Il percorso può quindi chiudersi tornando verso la Collegiata e la Porta di Sopra.

Quanto tempo occorre per visitare San Casciano dei Bagni?
Il centro storico è raccolto e può essere percorso a piedi in poco tempo, ma la visita può diventare più lunga se si decide di includere le terme, l’area del Bagno Grande, le chiese, Fighine e le esperienze gastronomiche.
Per questo San Casciano dei Bagni può essere inserito anche nell’ambito di un itinerario più ampio nella Toscana meridionale, ma merita tempo soprattutto se vuoi vivere il borgo senza limitarti a una semplice passeggiata.
Il centro storico, infatti, è piccolo ma ricco di elementi da osservare: dalle mura alle chiese, dai pozzi alle antiche misure, fino ai panorami sulla campagna.
Dove dormire a San Casciano dei Bagni
Il territorio offre diverse possibilità di soggiorno, dalle strutture più semplici fino alle realtà dedicate al benessere termale.
Per una visita legata soprattutto al benessere, la presenza delle strutture termali permette di costruire un soggiorno incentrato sulle acque; per chi invece vuole scoprire il borgo e i dintorni, può essere interessante scegliere una sistemazione nel paese o nelle immediate vicinanze.
Se vuoi scoprire le migliori offerte e le disponibilità del momento, puoi prenotare qui il tuo soggiorno.
San Casciano dei Bagni: un borgo tra terme, storia e archeologia
San Casciano dei Bagni è un luogo in cui acque termali, storia, archeologia e tradizioni si incontrano in uno spazio relativamente piccolo.
L’offerta culturale è ricca e permette di scoprire un concentrato di realtà diverse in poco tempo, mentre le sorgenti sono il filo conduttore dell’intera storia del paese: furono importanti per gli Etruschi, vennero sfruttate dai Romani e continuarono ad attirare visitatori nei secoli successivi.
Oggi è possibile conoscere questa storia attraverso le terme libere, il centro storico e le testimonianze architettoniche, ma anche attraverso le straordinarie scoperte del Bagno Grande.
Il borgo medievale conserva ancora le sue mura, le porte, i vicoli, le piazzette e gli edifici religiosi. Poco fuori dal centro, Santa Maria della Colonna racconta invece il rapporto tra le acque e l’assistenza ai malati.
Nei dintorni, Fighine aggiunge alla visita il fascino di un piccolo borgo fortificato.
E poi ci sono le tradizioni: il Palio, le contrade, il ciaffagnone e i prodotti della cucina locale.
Il risultato è una destinazione che non si esaurisce nella sola esperienza termale. San Casciano dei Bagni è un borgo da attraversare lentamente e conoscere, lasciando spazio alla scoperta dei suoi vicoli e alla storia delle sue acque. Oggi, grazie alle recenti ed eccezionali scoperte archeologiche, sta tornando alla luce un passato millenario ancora tutto da svelare. Questo scrigno di storia, ancora in piena fase di fioritura, è l’invito perfetto a ritornare, promessa di un viaggio che continua a rinnovarsi nel tempo.
Per questo, la mia conclusione è semplice: conoscerla oggi per scoprirla ancora domani.
Alcuni link presenti in questo articolo sono link affiliati. Se acquisti tramite questi link, potrei ricevere una commissione senza costi aggiuntivi per te. Le opinioni restano personali e basate sulla mia esperienza diretta.
