Visitare Chiusi, nel sud della Toscana, significa immergersi in uno dei territori più affascinanti della civiltà etrusca. Tra i luoghi che mi hanno colpito di più durante il mio viaggio c’è senza dubbio il Museo Civico – La Città Sotterranea, un percorso unico che permette di scoprire cosa si nasconde sotto il centro storico della città.
Non si tratta di un semplice museo, ma di un vero viaggio nel sottosuolo di Chiusi, tra antichi cunicoli, iscrizioni etrusche e ambienti ipogei che raccontano oltre duemila anni di storia.
Durante le mie visite in città ho avuto modo di esplorare questo percorso in due momenti diversi: una prima esperienza nel 2022, quando ho visitato la sezione collegata alla Cattedrale di Chiusi, e una seconda visita nell’aprile 2023, durante una visita alla città di Cortona.
Ed è proprio grazie a queste due esperienze che ho potuto scoprire nel dettaglio uno dei musei più suggestivi della Toscana archeologica.

Il Museo Civico di Chiusi: un viaggio nella città sotterranea
Il Museo Civico – La Città Sotterranea di Chiusi nasce con l’obiettivo di valorizzare e rendere visitabili alcuni ambienti sotterranei del centro storico che per secoli sono rimasti nascosti.
Grazie a studi archeologici e ricerche condotte nel territorio, oggi è possibile esplorare un articolato sistema di spazi ipogei che racconta la storia dell’antica città etrusca.
Il museo è organizzato in tre principali sezioni tematiche:
- Il Labirinto
- Le Attività Produttive
- La Sezione Epigrafica
Le diverse sezioni si trovano in ambienti distinti del centro storico, ma tutte contribuiscono a ricostruire il complesso mondo sotterraneo di Chiusi, una realtà archeologica che continua ancora oggi a stupire studiosi e visitatori.

Il Labirinto di Chiusi e i cunicoli etruschi sotto la Cattedrale
Un antico sistema idraulico etrusco
La prima parte del percorso parte dalla Cattedrale di San Secondiano, nel cuore del centro storico. Da qui si accede a una rete di cunicoli sotterranei di origine etrusca, lunga circa 140 metri, che si sviluppa sotto Piazza Duomo.
Passaggi, che in passato facevano parte di un meraviglioso ed ingegnoso sistema idraulico etrusco, utilizzato per la raccolta e la gestione delle acque.
Camminando all’interno di questi corridoi scavati nella terra e nella roccia, si ha davvero la sensazione di entrare in un’altra dimensione della città, dove il tempo sembra essersi fermato.
L’esperienza mi ha ricordato molto i Bottini di Siena, gli antichi canali sotterranei della città, anche se qui il contesto è ancora più antico e legato alla civiltà etrusca.

Le epigrafi etrusche: la scrittura di una civiltà millenaria
Uno degli aspetti che mi ha affascinato di più durante la visita riguarda le epigrafi etrusche, testimonianze preziose che permettono di conoscere meglio la lingua e la società di questo antico popolo.
L’etrusco è infatti una delle lingue più documentate dell’Italia antica. Gli archeologi hanno ritrovato circa diecimila iscrizioni, molte delle quali provenienti proprio dal territorio di Chiusi.

Questi testi erano incisi su diversi materiali e oggetti:
- urne funerarie
- sarcofagi
- stele funerarie
- oggetti di uso quotidiano
- contenitori e utensili
Molto spesso le iscrizioni riportavano il nome del defunto, il nome del proprietario di un oggetto oppure quello del donatore di un’offerta.
È sorprendente pensare che proprio grazie a queste brevi incisioni sia stato possibile ricostruire nomi di famiglie, legami di parentela e ruoli sociali della società etrusca.
Passeggiando tra le sale del museo ci si rende conto di quanto pochi segni incisi nella pietra possano raccontare una storia lunga oltre duemila anni.

La Sezione Epigrafica del Museo Civico di Chiusi
La più grande raccolta di epigrafi etrusche
Tra tutte le aree del museo, quella che mi ha colpito di più è senza dubbio la Sezione Epigrafica.
Questo spazio raccoglie centinaia di iscrizioni antiche, tra cui circa 300 urne cinerarie e numerose tegole funerarie con iscrizioni, databili tra la fine del II secolo a.C. e l’inizio del I secolo a.C.
Le epigrafi sono realizzate principalmente:
- in travertino scolpito
- in terracotta incisa
- in iscrizioni etrusche, latine o bilingue
Ciò che rende questa collezione straordinaria è la possibilità di ricostruire una vera e propria “anagrafe etrusca”.
Attraverso i nomi incisi sulle urne e sulle iscrizioni funerarie è infatti possibile individuare:
- famiglie
- rapporti di parentela
- ruoli sociali
- continuità genealogiche

Tutto questo testimonia quanto Chiusi fosse una città prospera e centrale nell’Etruria, favorita sia dalla fertilità del territorio sia dalla sua posizione strategica tra Toscana e Umbria.
L’allestimento degli ambienti ipogei ricrea inoltre un forte impatto visivo, simile a quello che gli archeologi hanno trovato al momento della scoperta dei reperti.
Un museo che racconta la vera storia di Chiusi
Visitare il Museo Civico – La Città Sotterranea di Chiusi non significa semplicemente osservare reperti archeologici dietro una teca.
È un’esperienza che permette di entrare fisicamente nella storia, attraversando cunicoli sotterranei e ambienti ipogei dove la civiltà etrusca ha lasciato tracce concrete della propria esistenza.
Camminando tra iscrizioni, urne funerarie e passaggi sotterranei, si comprende quanto Chiusi fosse uno dei centri più importanti dell’antica Etruria.
Ed è proprio questo che rende la visita così speciale: la sensazione di scoprire una città nascosta sotto quella che vediamo oggi.

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Perché alcune storie, per essere comprese davvero, devono essere vissute direttamente sottoterra.
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