Quando parlo di Cortona, non posso non menzionare Luca Signorelli, uno dei più grandi maestri della pittura rinascimentale, la cui fama è stata spesso oscurata da artisti come Michelangelo e Raffaello. Visitare le sue opere nella città che lo ha visto nascere è un’esperienza che consiglio a chiunque voglia avvicinarsi all’arte con occhi curiosi e appassionati.
Cortona rende omaggio a Signorelli con circa 30 opere e percorsi espositivi dedicati, raccontando la vita e la carriera di un artista che ha ispirato i grandi del Rinascimento e che fu coinvolto anche nella decorazione della Cappella Sistina a Roma, prima come aiutante del Perugino e poi come titolare, con scene come la Disputa sul corpo di Mosè e il Testamento e morte di Mosè.

I tondi di Luca Signorelli al MAEC
All’interno del Palazzo Casali, sede del MAEC – Museo dell’Accademia Etrusca di Cortona, ho avuto il piacere di visitare la sezione dedicata al Signorelli, recentemente arricchita nel 2023 anche dalla mostra del Severini.
La sezione del Signorelli è suddivisa in due sale principali:
- Prima sala: esposizione dei grandi tondi dei primi anni Novanta del Quattrocento. Qui ho potuto osservare la straordinaria abilità nella pittura e la capacità di invenzione iconografica dell’artista. Tra le opere, colpisce un tondo parigino in cui un uomo anziano è raffigurato con un orecchio piegato e carnagione opaca, probabilmente un committente ormai deceduto.
- Seconda sala: dedicata alle pale d’altare di grandi dimensioni, tra cui meritano attenzione l’Annunciazione da Volterra e la Maddalena da Orvieto. Qui sono esposte anche opere di datazione più tarda e alcune ricomposizioni di opere frammentate nel tempo, che permettono di apprezzare il lavoro di restauro e la continuità stilistica dell’artista.

Il Museo Diocesano
A pochi metri dal MAEC, nel Museo Diocesano, ho potuto ammirare altre opere del Signorelli, tra cui il celebre Compianto su Cristo. Qui la sua tecnica si mostra in tutta la sua forza espressiva, confermando il ruolo di Cortona come custode della memoria artistica del maestro.
Chiesa di San Niccolò
Passeggiando a piedi per le vie in salita, inevitabili a Cortona, sono arrivato alla Chiesa di San Niccolò, luogo legato al pittore.
Nonostante la tomba non sia più presente, all’interno si trova uno stendardo su tavola dipinto su entrambi i lati, dotato di un meccanismo che permette di osservare fronte e retro del dipinto, un dettaglio che mi ha colpito molto per l’ingegnosità e l’attenzione al pubblico già in epoca rinascimentale.
La Cappella del Palazzaccio
Per visitare la Cappella del Palazzaccio è necessario arrivare in auto, ma ne vale assolutamente la pena. Qui si trova il Battesimo di Cristo, un affresco di grande valore storico. La leggenda narra che Signorelli morì proprio qui, cadendo dal ponteggio mentre lavorava a quest’ultima opera, aggiungendo un alone di drammaticità e devozione alla sua storia artistica.

Signorelli oltre Cortona
Le opere del Signorelli non si limitano a Cortona. È possibile ammirarle anche in altre città della Toscana, dell’Umbria e delle Marche, territori di adozione del maestro, che hanno contribuito a diffondere il suo stile e la sua influenza nell’arte rinascimentale.
Durante il mio tour del 2023, ho potuto osservare dettagli e sfumature nella pittura di Signorelli che, da inesperto di arte, mi hanno insegnato a guardare le opere con maggiore attenzione e rispetto. Ho compreso quanto sia importante soffermarsi su ogni pennellata, ogni scelta compositiva e ogni piccolo dettaglio che contribuisce a raccontare una storia.
Cortona, con il MAEC, il Museo Diocesano e la Cappella del Palazzaccio, offre un’esperienza completa che valorizza uno dei maggiori interpreti della pittura rinascimentale, permettendo di immergersi nella sua arte e nella sua vita.
Concludendo non mi resta che consigliare il tour a piedi con guida del borgo etrusco fra vicoli, arte e storia.
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