Arezzo è una cittadina che ho visitato per la prima volta durante un tour in Toscana nell’estate del 2023 che mi ha accompagnato anche alla scoperta del vino etrusco vicino Arezzo e che ho avuto modo di conoscere meglio con una nuova visita nel mese di aprile 2026.
Ti sono sincero: non credo di avere ancora la sensazione di averla visitata tutta. In entrambe le occasioni, infatti, mi sono fermato per un solo giorno e non ho mai avuto davvero il tempo di perdermi tra le sue strade e fotografare con calma tutti i dettagli di questa città.
Diciamo che è stato più un passaggio legato al lavoro che una visita fatta per piacere.
Ed è proprio questo un aspetto che a me non piace, perché quando visito un luogo vorrei avere il tempo necessario per conoscerlo davvero. Per questo motivo, molto probabilmente, in futuro questo articolo sarà ripreso e arricchito.
Già durante la prima visita non sapevo bene cosa avrei trovato in questo territorio. Non ne avevo mai sentito parlare in maniera approfondita dal punto di vista storico, fino a quando, nel 2023, mi sono imbattuto nel suo museo e nella sua storia.

Mi mancavano ancora alcuni punti da visitare per poter mettere a disposizione un itinerario completo, ma quello che ho avuto modo di vedere è stato sufficiente per capire che Arezzo riserva davvero delle belle sorprese.
Purtroppo lo dico spesso anche sui social e nei miei articoli: ci affrettiamo a conoscere località note come le vicine Firenze, Pisa e Siena, senza accorgerci che esistono realtà come Arezzo, capaci di custodire una storia e un patrimonio che meritano di essere scoperti.
La cosa interessante è che Arezzo si può tranquillamente visitare a piedi.
Un buon punto di partenza può essere il Parcheggio Pietri, da cui iniziare a immergersi progressivamente nel centro storico.
E la prima tappa del mio itinerario è proprio il Duomo di Arezzo.
Il Duomo di Arezzo
Affacciato su Piazza della Libertà, il Duomo di Arezzo si trova nella parte alta della città e, grazie alla sua posizione dominante, può essere riconosciuto già da lontano.
La piazza, con la statua in marmo bianco e le torri medievali, rappresenta uno dei punti che fanno capire di essere arrivati nella zona del Duomo.
La costruzione della chiesa iniziò all’inizio del Trecento e proseguì nei secoli successivi, anche a causa delle difficoltà economiche che ne rallentarono i lavori.
Il campanile e la guglia risalgono invece al Novecento.
Passeggiando lateralmente alla chiesa, dalla parte che si estende dalla piazza verso il giardino che circonda la Fortezza Medicea, si può notare anche un particolare portale laterale trecentesco.
Ed osservando proprio questi aspetti, mi sono reso conto, che questa città può riservare davvero dei luoghi nascosti se si ha la possibilità di viverla per due o tre giorni a modo mio, cercando di addentrarmi dove spesso altri non vanno.
All’interno, il Duomo conserva diversi passaggi della storia della città, oltre a numerose opere d’arte di artisti importanti come Piero della Francesca e Guillaume de Marcillat.

Palazzo Vescovile e MUDAS Museum
Passando nella zona del Palazzo Vescovile ho notato la presenza del MUDAS Museum e devo dirti che, se sei appassionato di arte e di artisti poliedrici, è un luogo che merita attenzione.
Io personalmente non conoscevo abbastanza la storia di Giorgio Vasari, architetto, pittore, scenografo e storiografo.
All’interno del Palazzo Vescovile è presente una sala dedicata proprio a Vasari, oltre a un’esposizione di crocifissi lignei, arredi liturgici storici, precedentemente esposti nel Duomo, e alcuni dipinti.
Questa volta, però, per mancanza di tempo non ho avuto la possibilità di visitare gli ambienti interni e mi sono limitato a scoprire, attraverso le informazioni disponibili all’esterno, cosa fosse possibile vedere all’interno del palazzo.
È uno di quei luoghi che avrei voluto approfondire con maggiore calma e che mi sono ripromesso di conoscere meglio in una prossima occasione, per conoscere meglio la storia di Vasari.
Casa Vasari
Un altro luogo legato a Giorgio Vasari che mi hanno segnalato si trova in Via XX Settembre.
Si tratta di Casa Vasari, dove sono custodite altre sue opere.
È una delle tappe che vorrei approfondire in una prossima visita, soprattutto perché la figura di Vasari torna più volte nel patrimonio artistico e storico di Arezzo.
La Fortezza Medicea di Arezzo
Continuando la visita e proseguendo lungo la parete esterna della chiesa, ci si imbatte in quello che gli aretini chiamano il giardino della Fortezza Medicea, una delle tante aree verdi di Arezzo.
Il giardino, dominato da un’imponente statua dedicata al Petrarca, offre una suggestiva vista panoramica sulla valle del Casentino, con i vigneti, gli oliveti e il paesaggio residenziale che si estende nella parte sottostante il centro storico.
Qui ho trovato il tempo di fermarmi, scoprirla e ammirarla con maggiore calma.
La Fortezza Medicea è un esempio di architettura fortificata del Cinquecento, ristrutturata più volte e realizzata utilizzando anche pietre provenienti dall’Anfiteatro Romano di Arezzo.
La sua particolare forma a stella, con cinque bastioni, fu voluta da Cosimo I de’ Medici.
È uno di quei luoghi che permettono di osservare Arezzo anche da una prospettiva diversa, lontano per qualche momento dalle strade più frequentate del centro.
Casa del Petrarca
Poco sotto il parco si trova la Casa del Petrarca, legata alla figura del famoso poeta Francesco Petrarca, considerato il padre dell’Umanesimo.
Per diversi anni la Casa del Petrarca è stata un’abitazione privata.
Al suo interno si trova anche un pozzo del Quattrocento, conosciuto come il pozzo di Tofano, oltre ad una bellissima Biblioteca che conserva uno straordinario patrimonio librario, non a caso, oggi l’edificio è sede dell’Accademia Petrarca di Lettere, Arti e Scienze.
Piazza Grande, il cuore di Arezzo
Forse il nome di questa piazza presenta già una certa familiarità.
Sto parlando di Piazza Grande, conosciuta anche per essere stata uno dei luoghi del film “La vita è bella” di Roberto Benigni.

È una piazza viva, ricca di vita, sede di mercati e punto di ritrovo della popolazione locale che, a pensare per la sua impostazione mercantile e sociale, richiama un po’ Piazza del Mercatale a Prato.
Una delle sue caratteristiche più particolari è la sua pendenza, con un dislivello di circa dieci metri, interessante vederla dal vivo da diverse prospettive.
La piazza venne progettata in questo modo anche per incanalare l’acqua piovana e fu costruita sulle rovine di quello che molti ritengono essere stato l’antico foro romano.
Oggi ospita anche il famoso mercato dell’antiquariato e rappresenta il cuore di una delle manifestazioni più caratteristiche di Arezzo: la Giostra del Saracino.
Si tratta di un’antica competizione cavalleresca di origine medievale, durante la quale i cavalieri devono colpire un bersaglio posto sullo scudo.
La manifestazione si svolge due volte all’anno.
Palazzo della Fraternità dei Laici
Il Palazzo della Fraternità dei Laici è uno degli edifici che circondano Piazza Grande.
Al suo interno è possibile ammirare la quadreria, una collezione d’arte denominata Collezione Bartolini, oltre al particolare orologio risalente al Cinquecento.
Si tratta di un vero capolavoro che ancora oggi viene azionato manualmente e continua a funzionare.
È uno di quei dettagli che, passeggiando per Piazza Grande, possono attirare l’attenzione proprio perché raccontano una parte della storia della città attraverso qualcosa che continua a essere presente nella vita quotidiana.
Chiesa di Santa Maria della Pieve
L’abside che si affaccia su Piazza Grande è senza dubbio tra le cose da vedere ad Arezzo.
La Chiesa di Santa Maria della Pieve, con la sua facciata caratterizzata dalle numerose colonne, rappresenta a mio avviso uno dei più bei esempi di architettura romanica che ho incontrato durante la visita.
La chiesa venne successivamente ampliata e rivista anche dal noto architetto Giorgio Vasari, sepolto al suo interno insieme alla moglie.
All’interno è presente anche una cripta che contiene la testa di San Donato, mentre il restante corpo è conservato nel Duomo di Arezzo.
È un luogo che merita di essere osservato con attenzione, soprattutto se stai attraversando il centro storico a piedi.

Piazza San Francesco e la Basilica di San Francesco
Piazza San Francesco si trova vicino al teatro principale e ospita uno dei luoghi più importanti del paesaggio urbanistico, culturale e religioso di Arezzo: la Basilica di San Francesco.
È qui che si trova la celebre Cappella Bacci, conosciuta per il ciclo di affreschi realizzato da Piero della Francesca.
La chiesa, già all’ingresso, lascia senza fiato per la bellezza degli ampi e frammentati affreschi e delle opere che custodisce.
La Leggenda della Vera Croce, che puoi vivere cliccando qui attraverso una visita guidata, il celebre ciclo di affreschi di Piero della Francesca, rappresenta sicuramente uno dei motivi principali per cui vale la pena inserire questa tappa all’interno di un itinerario ad Arezzo. Se vuoi approfondirne la storia, clicca qui per scoprire la Cappella Bacci attraverso una visita guidata.
Piazza San Domenico e la Chiesa di San Domenico
Piazza San Domenico è una piazza un po’ nascosta, ma molto caratteristica.
La sua chiesa, con lo stile gotico, cattura l’attenzione e spinge il visitatore a entrare.
Non a caso, la Chiesa di San Domenico è uno degli edifici sacri più conosciuti di Arezzo.
Gli interni presentano uno stile semplice e lineare, con la particolarità di custodire il Crocifisso ligneo dipinto da Cimabue.
È proprio questo contrasto tra la semplicità degli interni e la presenza di un’opera così importante ad aver attirato la mia attenzione.
Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna
Il Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo è un luogo ricco di tesori, dove sono esposte diverse opere di grandi artisti come Pietro Lorenzetti, Bartolomeo della Gatta, Parri di Spinello, Andrea della Robbia e Vasari.
Io ne sono rimasto particolarmente impressionato e mai avrei immaginato di trovare tanta bellezza e una tale ricchezza di opere.
È un museo interessante anche per i più giovani, grazie alla presenza di dipinti importanti e collezioni di oggetti medievali, tra cui ceramiche di scuola umbra e toscana, coltelli e molto altro.
È stata una delle scoperte che più mi hanno sorpreso durante il mio percorso ad Arezzo.

Anfiteatro Romano e Museo Archeologico Gaio Clinio Mecenate
Oggi l’area dell’Anfiteatro Romano di Arezzo si presenta in parte come un parco verde, ma quello che si trova sotto e intorno a questo spazio racconta una storia molto più antica.
Dell’antico anfiteatro rimangono oggi alcune strutture. Nel corso dei secoli, molte delle sue pietre vennero recuperate e utilizzate per costruire chiese e palazzi di Arezzo, mentre l’edificio subì progressivamente spoliazioni e saccheggi, basta pensare che un tempo questa struttura poteva contenere approssimativamente 13.000 persone.
Oggi rimangono l’ellissi realizzata in pietra arenaria e laterizi, le arcate e i due ingressi principali.
Proprio accanto a ciò che resta dell’Anfiteatro Romano si trova il Museo Archeologico Gaio Clinio Mecenate, per questo ho deciso di dedicare anche un articolo specifico a questo museo “Museo Archeologico Nazionale Gaio Cilnio Mecenate: i tesori dell’Arezzo etrusca e romana”, perché credo che meriti di essere raccontato con maggiore attenzione e che una semplice citazione all’interno di un itinerario non sia sufficiente per apprezzarne davvero il valore.
La visita al museo permette di comprendere meglio come gli antichi Romani costruirono l’anfiteatro e di conoscere la storia che si nasconde dietro questa struttura.
All’interno sono presenti numerose stanze e un’importante collezione di ceramiche e oggetti in vetro etruschi e romani.

Visitare Arezzo a piedi: quanto tempo serve?
La città di Arezzo, a mio parere, va vissuta a piedi.
Io l’ho visitata in due tappe e in due periodi diversi, ma entrambe le volte troppo brevemente.
Sono convinto di avere ancora la necessità di esplorarla per andare alla scoperta di altri punti nascosti che possono raccontare molto altro di questa città.
Ed è proprio per questo che considero questo articolo ancora in evoluzione.
Solo dopo aver creato un itinerario più completo attraverso le mie visite potrò raccontarti fino in fondo quanto tempo dedicare ad Arezzo.
Per quello che ho potuto vedere personalmente, però, uno o due giorni possono rappresentare un buon punto di partenza, soprattutto se ti organizzi in anticipo con i luoghi che vuoi visitare e con i biglietti per accedere ai diversi siti.
La città è sostanzialmente suddivisa in due parti.
Da una parte c’è la zona superiore, dove si concentrano eleganti palazzi storici, piazze e alcuni dei principali monumenti della città.
Dall’altra c’è la zona inferiore, più moderna, caratterizzata maggiormente da negozi, boutique e da un contesto più vivo e giovanile.
Il bello, secondo me, è proprio poterle attraversare entrambe lentamente, senza avere necessariamente l’ansia di dover vedere tutto.
La mia esperienza ad Arezzo
Per concludere, posso dire che visitare Arezzo mi ha fatto scoprire luoghi e particolarità che non conoscevo.
È una città che, nonostante la sua vicinanza a destinazioni toscane molto più conosciute, è riuscita a sorprendermi proprio attraverso quei dettagli che non avevo programmato di cercare.
Tra questi ricordo come accennato ad inizio articolo anche il caratteristico e particolare vino etrusco, che mi ha riportato indietro nel tempo facendomi conoscere tecniche e lavorazioni di un tempo che, almeno per quello che ho visto nei miei viaggi, non avevo mai incontrato prima.

E poi ci sono i dettagli all’interno dei monumenti, le piazze, le opere d’arte e quei luoghi che durante una visita troppo veloce rischiano di passare inosservati.
Forse è proprio questo il motivo per cui sento di dover tornare ancora ad Arezzo.
Perché questa non vuole essere una guida definitiva.
È il racconto di quello che ho scoperto personalmente e di ciò che, durante le mie visite, mi ha spinto a osservare.
E forse, la prossima volta capirai perché anche attraverso la fotografica di dettagli e luoghi, per farti capire come, Arezzo potrebbe sorprenderti quando meno te lo aspetti.
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2 commenti
Sei riuscito comunque a visitare parecchio di Arezzo nonostante i due giorni. Anche io ho fatto tappa in questa meravigliosa località due volte, giusto una sosta pranzo per dividere il viaggio verso il sud Italia, e pur vedendo molto meno ho colto la potenzialità e la bellezza del luogo. Devo tornare anche io.
Valeria, hai perfettamente colto il luogo nella sua potenzialità. Arezzo ha tanto da mostrare e da raccontare. Ora non ci resta che scoprirne tutti i dettagli fino in fondo.