Roseto Valfortore: cosa vedere nel borgo dei Monti Dauni tra natura, storia e mulini ad acqua

da Mario Whitehead
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Ci troviamo sui Monti della Daunia e Roseto Valfortore si presenta come un paese che colpisce subito, ma che rivela il meglio solo camminandoci dentro.
È un borgo che vive completamente in sintonia con l’ambiente montano che lo circonda, adagiato sul pendio della Valle del Fortore, dove a dettar legge è la natura, rimasta protagonista, mantenendo un equilibrio che altrove si è perso, che testimonia anche la presenza del lupo.

Io lo definisco un piccolo scrigno del tempo, dove l’arte più visibile è quella degli scalpellini locali, capaci di lavorare la pietra del luogo trasformandola in lavorazioni in pietra che si riconoscono subito, diverse da casa a casa.
Dal punto di vista urbanistico, le viuzze medievali, unite ai profumi della natura circostante, regalano angoli che sembrano fatti apposta per fermarsi qualche minuto in più, facendoti venire voglia di camminare senza una meta precisa.

Ma entriamo nel dettaglio e vediamo insieme cosa visitare a Roseto Valfortore

Anfiteatro all’aperto nel borgo di Roseto Valfortore
L’anfiteatro di Roseto Valfortore, spazio culturale del borgo.

Cosa vedere a Roseto Valfortore

Un itinerario che ti consiglio per raggiungere Roseto Valfortore è quello che parte da Lucera, comune capofila dei Monti Dauni, imboccando la provinciale per Biccari. Arrivati in una piccola frazione di questo comune, Tertiveri, è possibile raggiungere Roseto senza passare da Alberona.

Basta seguire le indicazioni per Roseto: anche se il percorso è leggermente più lungo, attraversa un magnifico bosco di querce, pini e faggi, prima di raggiungere il passo a circa 900 metri di altitudine.
Da qui potrai ammirare in tutta la sua bellezza la Valle del Fortore, compresa Roseto con il suo borgo antico, posizionato in modo quasi naturale tra le forme della valle.

Una volta arrivati, si entra subito nel cuore del paese, dove i vicoli del centro storico partono tutti da Piazza Vecchia.

Piazza Vecchia di Roseto Valfortore

Questa piazza è particolarmente caratteristica perché, una volta al suo interno, ti accorgi subito che le vie sono state realizzate secondo una tecnica urbanistica longobarda.
A una via più larga, sulla quale si affacciano le scalinate delle abitazioni (che ho mostrato anche nel mio video presente a fine articolo), si alternano vicoli più stretti, progettati per fungere da canali di raccolta dell’acqua piovana.

Adiacente alla piazza si trova la Chiesa Madre, uno dei punti di riferimento del borgo.

Chiesa Madre di Roseto Valfortore

La Chiesa Madre, costruita nel 1507 dal feudatario Bartolomeo III di Capua, colpisce per la sua semplicità elegante.
Particolarmente interessante è la magnifica balaustra in pietra locale, pezzo di storia e simbologia del borgo perché realizzato da artisti rosetani: un dettaglio che racconta nel tempo e negli anni l’abilità artigianale del luogo.

È una chiesa sobria, ma impreziosita da particolari raffinati, che meritano di essere osservati con attenzione.

Palazzo Marchesale e il Torrione

Sul lato sinistro della Chiesa Madre, proprio di fronte, si nota il Palazzo Marchesale, anch’esso voluto da Bartolomeo III di Capua.
Oggi è proprietà privata e risulta visibile solo esternamente, in particolare nella sua parte più imponente: il Torrione, che domina la piazza e racconta un segno evidente dell’importanza che il paese aveva nei secoli passati.

Arco della Terra: gioiello della Daunia

L’Arco della Terra è l’unica porta sopravvissuta degli antichi accessi alla cittadella medievale e rappresentava la porta principale di ingresso al borgo.
Osservando con attenzione, in un angolo del muro esterno che sovrasta l’arco, potrai notare una testa lapidea, che probabilmente raffigura uno dei feudatari di Roseto.

Arco della Terra nel centro storico di Roseto Valfortore
L’Arco della Terra, uno degli scorci più caratteristici del centro storico di Roseto Valfortore.

Chiesa di San Filippo Neri, patrono di Roseto Valfortore

Nella stessa area del borgo, proprio accanto all’ingresso dell’Arco della Terra, si trova la Chiesa di San Filippo Neri, patrono del paese.
Il culto di San Filippo Neri fu introdotto nel 1623 dall’arciprete De Santis, diventando nel tempo un punto fermo della devozione locale.

Chiesa di Santa Maria Lauretana

Questa chiesa, situata nella zona che conduce verso lo stadio comunale San Rocco, mi ha colpito particolarmente per la sua semplicità armoniosa.
Un elemento distintivo è la meridiana collocata nella parte alta del portone di ingresso, che completa e valorizza l’estetica dell’edificio.

Chiesa di San Nicola o Chiesa dei Morti

Conosciuta anche come Chiesa dei Morti, perché in passato sede della Congrega della Buona Morte, si presenta con una magnifica facciata in pietra, semplice ma elegante.
Spicca il portale scolpito con il motivo della rosa selvatica, simbolo fortemente legato al territorio.

Facciata della chiesa di San Nicola a Roseto Valfortore
La chiesa di San Nicola, uno degli edifici religiosi storici di Roseto Valfortore.

L’interno, a navata unica con abside, è ricco di decorazioni e colpisce in modo particolare osservando i soffitti, finemente lavorati.

Fontana Vecchia e Lavatoio di Roseto Valfortore

Prima di spostarci verso la Roseto immersa nella natura, meritano attenzione anche le fontane storiche del borgo, a partire dalla Fontana Vecchia.
Edificata nel XVIII secolo per volere del Duca di Francia, era utilizzata come lavatoio pubblico.

Qui si svolgeva il lavoro femminile, ma era anche un importante luogo di socializzazione, oltre che il centro dei racconti e dei pettegolezzi del paese.

Fontana del Titolo

Anche la Fontana del Titolo, risalente al XVIII secolo, merita una visita.
Si presenta minuta ed elegante, realizzata in pietra e caratterizzata da un mascherone centrale da cui sgorga l’acqua, raccolta in una piccola vasca.

Per certi aspetti, questa fontana ricorda la Fontana del Mascherone di Spoleto.

Fontana del Titolo a Roseto Valfortore
La Fontana del Titolo, testimonianza storica della vita quotidiana di Roseto Valfortore.

Fontana Grande nel centro di Roseto

Situata su Corso Roma, un’altra fontana che non puoi perdere è la Fontana Grande.
Elegante nella sua struttura in pietra e muratura, presenta quattro cannelle per l’erogazione dell’acqua e un’unica vasca di raccolta inferiore.

Mulini ad acqua e Piscina “I Mulini” di Roseto Valfortore

Roseto Valfortore è conosciuto anche come il paese dei mulini, grazie alla presenza di numerosi antichi mulini ad acqua, alcuni recuperati e altri in fase di recupero.
Tutte strutture, realizzate in prossimità delle sorgenti e dei corsi d’acqua, che raccontano la storia di un territorio nel passato, tra cui il più antico risale addirittura al 1338.

Macchinari e struttura interna di un antico mulino ad acqua
L’interno dell’antico mulino ad acqua di Roseto Valfortore, testimonianza della tradizione rurale del territorio.

Sono rimasto particolarmente affascinato dal recupero di uno di questi mulini, dove oggi sorge la Piscina “I Mulini”, diventata un luogo di ritrovo estivo per turisti e abitanti della zona.
I più piccoli restano incantati dalla presenza del Torrione, elemento architettonico distintivo del complesso.
Il mulino è anche visitabile, immerso in un contesto dominato dall’area boschiva.

Mulino ad acqua immerso nella natura di Roseto Valfortore
L’antico mulino ad acqua di Roseto Valfortore, simbolo della tradizione agricola del borgo.

Area verde Località San Rocco a Roseto Valfortore

A soli 600 metri dal centro del borgo, la Località San Rocco rappresenta un luogo ideale per fitness, attività sportive, passeggiate nella natura e relax in famiglia.
Un’area verde ben attrezzata, con campi sportivi, parco giochi e pista ciclabile, adatta davvero a tutti.

Bosco Vetruscelli: patrimonio naturalistico di Roseto Valfortore

Il Bosco Vetruscelli è la bellezza ed il cuore di un’area che rappresenta bene il lato più naturale del territorio che rappresenta il borgo di Roseto Valfortore.
Qui dove il paesaggio cambia continuamente tra boschi e zone aperte si unisce la presenza di numerose specie animali, tra cui lupo, gatto selvatico, cinghiale e rapaci.

Oltre alle numerose sorgenti e alle fioriture di orchidee selvatiche, nei periodi autunnali e invernali potrai ammirare le bacche rosse del biancospino e della rosa canina.
Proprio la rosa canina una pianta che prima non conoscevo è la pianta simbolo del territorio, da cui il borgo prende il nome: anticamente chiamato Rosito, a cui si aggiunse successivamente Valfortore, in riferimento al fiume che è parete integrante del territorio.

Trekking a Roseto Valfortore

Il Bosco Vetruscelli, il fiume Fortore, l’area picnic La Rocchetta e gli antichi mulini ad acqua sono luoghi ideali per organizzare giornate di trekking, perfette per scoprire aree naturali uniche e vivere il territorio in modo lento e autentico.

Non posso che invitarti a visitare Roseto Valfortore, sui Monti Dauni, uno dei borghi più caratteristici di questa zona poco conosciuta.
Un borgo dove convivono ancora oggi storia, paesaggi e abitudini locali ideale per chi cerca un posto adatto a chi vuole staccare davvero dai luoghi turistici più battuti.

Ti ricordo infine di optare sempre per una buona assicurazione di viaggio, utile per prevenire eventuali imprevisti durante le tue esplorazioni.

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