Chiusdino: il borgo della Toscana che forse non conosci, ma che è entrato nella tua vita
Ci sono borghi che sembrano piccoli e silenziosi, quasi nascosti agli occhi dei viaggiatori, ma che appena inizi a conoscerli riescono a raccontarti storie, curiosità e dettagli capaci di sorprenderti.
È proprio questa la sensazione che ho provato quando ho scoperto Chiusdino, un borgo medievale della provincia di Siena che, all’apparenza, potrebbe sembrare uno dei tanti piccoli centri della Toscana, ma che in realtà custodisce un patrimonio storico, religioso e culturale davvero sorprendente.
Ho visitato Chiusdino nel 2024, durante un viaggio alla scoperta della Toscana meno conosciuta, e oggi ho deciso di raccontarti nuovamente questo luogo perché alcuni borghi meritano di essere riscoperti anche a distanza di tempo.
Durante quella visita ho avuto modo di conoscere un paese dove il fascino del passato incontra storie capaci di riportarti indietro nel tempo: dalla figura di San Galgano alla suggestiva Abbazia di San Galgano, fino alla curiosità del Mulino delle Pile, il vero Mulino Bianco che ha accompagnato l’infanzia di molti italiani.
Forse ti starai chiedendo: perché un piccolo borgo come Chiusdino dovrebbe essere già entrato nella nostra vita senza che ce ne fossimo accorti?
La risposta la scoprirai passeggiando tra le sue strade e lasciandoti guidare dalle storie che questo luogo ancora oggi custodisce.
Cosa vedere a Chiusdino
Partiamo subito dal dire che Chiusdino è uno dei borghi medievali fortificati più affascinanti della Toscana.
Arroccato su un poggio delle Colline Metallifere, un territorio che ti ho già raccontato attraverso altri borghi toscani come Gavorrano e Massa Marittima, questo paese riesce ancora oggi a conservare il fascino del passato.

Nonostante conti poco meno di duemila abitanti, passeggiando tra le sue vie puoi ancora percepire l’anima medievale del borgo, grazie alla presenza di alcuni tratti dell’antica cinta muraria.
La sua origine storica risale alla dominazione longobarda in Toscana, tra il VI e il VII secolo.
Successivamente il territorio passò sotto il controllo dei Vescovi di Volterra e poi del Comune di Siena nel XIII secolo.
Ma ciò che rende Chiusdino davvero particolare è il legame con una figura che forse hai già incontrato nei miei racconti: San Galgano.
Infatti, proprio qui si trova la tradizionale casa natale di Galgano Guidotti, il cavaliere medievale diventato santo, vissuto nel XII secolo.
Se mi segui da tempo, probabilmente come ricorderai anche il mio articolo dedicato all’“Abbazia di San Galgano: il luogo misterioso della Toscana che lascia senza parole”, famosa per la sua atmosfera unica e per la leggenda della spada nella roccia.

Abbazia di San Galgano
Come ti ho raccontato nel dettaglio nel mio articolo dedicato, l’Abbazia di San Galgano rappresenta uno dei simboli più conosciuti di questa zona.
I suoi grandiosi resti senza copertura, immersi nella campagna senese, creano un’atmosfera quasi magica e sono una delle immagini più iconiche della Toscana.
Oltre all’abbazia, Chiusdino custodisce altri importanti edifici religiosi che meritano una visita, tra cui la Propositura di San Michele Arcangelo e la Chiesa di San Martino.

Propositura di San Michele Arcangelo
La Propositura di San Michele Arcangelo è l’edificio religioso più importante del borgo.
Situata nel cuore di Chiusdino, ancora oggi è visitabile sia dagli abitanti sia dai viaggiatori che arrivano per scoprire questo angolo meno conosciuto della Toscana.
Passeggiando nel centro storico puoi inoltre trovare alcune abitazioni medievali ancora conservate, tra cui la tradizionale casa di San Galgano, legata alla memoria del santo.
Una cosa che amo sempre fare quando visito piccoli borghi è perdermi senza seguire uno schema lasciando da parte la fretta e scoprire le curiosità che regalano le stradine.
Come avrai notato anche nei miei video racconti dedicati ai borghi da visitare in Toscana, spesso sono proprio i dettagli più piccoli a rendere speciale un luogo: un portone antico, una pietra consumata dal tempo, una vista improvvisa sulle colline.
Ti consiglio di farlo anche a Chiusdino, perché ti assicuro che ne vale davvero la pena.
Chiesa di San Martino
Un altro edificio interessante da visitare è la Chiesa di San Martino, caratterizzata da una particolare facciata realizzata con grandi bozze di tufo e risalente al periodo medievale.
La chiesa appartenne ai monaci benedettini del monastero di Santa Maria della Neve di Serena.
Nel corso del tempo la struttura interna è stata modificata e adattata, ma nonostante queste trasformazioni, sono ancora presenti alcune testimonianze dell’antica struttura religiosa, come tracce di colore e parti architettoniche medievali che permettono di immaginare il suo aspetto originario.
Chiesa di San Sebastiano
Un altro luogo interessante da visitare nel borgo è la Chiesa di San Sebastiano.
La sua costruzione è legata alla presenza delle reliquie di San Sebastiano, donate secondo la tradizione a San Galgano da papa Alessandro III.
La chiesa nacque probabilmente anche con l’obiettivo di invocare la protezione del santo contro le frequenti epidemie di peste che colpirono questi territori nel corso dei secoli.
Non posso confermare al cento per cento l’informazione di questa storia delle reliquie che è la prima volta che sento su questo luogo, ma è stato proprio parlando con un abitante del luogo, mosso dalla mia curiosità, che ho scoperto questo dettaglio: ed è proprio questo uno degli aspetti che amo maggiormente quando viaggio nei piccoli borghi.
Spesso sono le persone del posto, con i loro racconti e le loro memorie, a regalarti quelle informazioni che difficilmente potresti trovare semplicemente leggendo una guida.
Santuario della Madonna delle Grazie
Tra i luoghi religiosi più importanti di Chiusdino troviamo anche il Santuario della Madonna delle Grazie, legato a una storia fatta di fede e tradizione popolare.
Secondo la narrazione tramandata nei secoli, la sua origine sarebbe collegata all’apparizione della Madonna a una bambina che, proveniente da un podere vicino, era salita fino a Chiusdino per chiedere l’elemosina.
La tradizione racconta che la Madonna le avrebbe fatto trovare nella madia pane, farina e formaggio.
Proprio nel luogo dell’apparizione venne costruita una prima cappella chiamata Santa Maria del Bosco, successivamente danneggiata durante la Guerra di Siena.
La storia popolare racconta inoltre che, durante i lavori di recupero dell’edificio, alcuni operai avrebbero sentito una voce mariana e successivamente sull’intonaco sarebbe poi comparsa l’immagine della Madonna con il Bambino, con segni rossi interpretati come simbolo dell’offesa provocata dai colpi di martello ricevuti durante i lavori.
In seguito a questo evento venne costruito l’attuale santuario.
Anche se si tratta di un luogo meno conosciuto rispetto alla vicina Abbazia di San Galgano, secondo me merita di essere raggiunto e di essere ammirato almeno esternamente, perché racconta perfettamente il legame profondo tra storia, religione e tradizioni locali.
Durante il mio passaggio al Santuario il sito era chiuso, anche perché non mi sono informato in anticipo presso la parrocchia del Comune.
Palazzo Lenzi-Novellini e Palazzo Taddei
Passeggiando per il centro storico puoi incontrare anche due importanti edifici storici: Palazzo Lenzi-Novellini e Palazzo Taddei.
Entrambi contribuiscono a raccontare il passato nobile di Chiusdino.
Il Palazzo Taddei, risalente al XVI secolo, ospita oggi il Museo Civico e Diocesano di Arte Sacra di San Galgano, dove puoi approfondire la storia artistica e religiosa del territorio.
Il Palazzo Lenzi-Novellini, invece, conserva il suo fascino storico anche se oggi ha una destinazione in parte privata.
Porta Bacucchi
Tra le testimonianze dell’antica struttura difensiva di Chiusdino troviamo Porta Bacucchi, conosciuta anche come Porta Senese.
Nel vederla richiama molto Porta Lavinia di Chiusi, questa è stata la mia impressione ad impatto.
Situata al termine di Via Paolo Mascagni, rappresenta l’unica porta ancora conservata delle tre che un tempo facevano parte della cinta muraria del borgo.
Passando sotto questo antico accesso puoi immaginare come doveva essere la vita nel borgo medievale, quando queste porte rappresentavano il punto di collegamento tra il paese e il territorio circostante.
Il Mulino delle Pile: il vero Mulino Bianco che ha accompagnato la nostra infanzia
Ed eccoci arrivati a quella che, probabilmente, è la curiosità più sorprendente di Chiusdino.
All’inizio dell’articolo ti ho raccontato come questo borgo, in qualche modo, fosse già entrato nella nostra vita fin da bambini senza che molti di noi lo sapessero.
Il motivo è legato al famoso Mulino Bianco.
Ricordi quelle immagini dello storico spot pubblicitario, con un mulino immerso nella natura, circondato dalla tranquillità della campagna toscana?
Ebbene, quel luogo esiste davvero e si trova proprio nel territorio di Chiusdino.
Si tratta del Mulino delle Pile, un antico mulino ad acqua diventato famoso negli anni grazie alla pubblicità del marchio Mulino Bianco, entrando nell’immaginario collettivo di tantissime persone.
Quando ho scoperto questa storia, devo ammettere che ho provato una sensazione particolare: rendermi conto che un luogo visto tante volte da bambino attraverso uno schermo era in realtà un posto reale, vicino a un borgo che stavo visitando.
È proprio questa la magia del viaggio: a volte riesce a collegare ricordi lontani con luoghi che finalmente possiamo vedere con i nostri occhi.
Nel corso degli anni il complesso aveva vissuto anche una fase come struttura ricettiva, ma oggi il suo futuro è ancora da definire.
Anche se non è più possibile viverlo come un tempo, secondo me resta comunque una tappa curiosa da raggiungere: non è soltanto un vecchio mulino, ma un pezzo della memoria collettiva italiana.
Le terme vicino Chiusdino: relax alle Terme di Petriolo
Se dopo aver visitato il borgo e l’Abbazia di San Galgano vuoi concederti un momento di relax, ti consiglio di raggiungere le vicine Terme di Petriolo.
Situate a circa 15 minuti di auto dall’abbazia, rappresentano una sosta perfetta per completare un itinerario tra storia, natura e benessere.
Le terme sono conosciute fin dall’antichità e si trovano immerse nella splendida cornice della Riserva Naturale del Basso Merse, un ambiente dove il silenzio e la natura riescono davvero a regalare una sensazione di pace.
Puoi scegliere due diverse esperienze.
Le pozze naturali gratuite
Se ami un’esperienza naturale come le terme di Bagni San Filippo a diretto contatto con la natura, puoi raggiungere le pozze termali naturali lungo il fiume Farma.
Qui l’acqua sulfurea calda, che raggiunge temperature elevate, crea un ambiente davvero particolare: immergersi nelle vasche naturali circondate dal paesaggio toscano è un’esperienza che difficilmente dimenticherai.
Il mio consiglio è quello di portare con te scarpe da scoglio, perché alcuni tratti possono essere più agevoli da percorrere con la giusta attrezzatura.
Se decidi di osare anche verso il tardo pomeriggio sera, porta anche una torcia, perché potrà tornarti molto utile.
Per arrivare a destinazione imposta tramite google maps le indicazioni “pozze termali naturali lungo il fiume Farma.”.
Gli stabilimenti termali
Se invece preferisci maggiore comfort, puoi scegliere gli stabilimenti termali di Petriolo, dove trovare piscine, servizi benessere, trattamenti e momenti di completo relax.
È una soluzione ideale se vuoi alternare la scoperta dei borghi toscani a qualche ora dedicata al benessere.
Perché ti consiglio di visitare Chiusdino
Arrivato alla fine di questo viaggio, posso dirti che Chiusdino è molto più di un semplice borgo toscano.
È un luogo dove storia, spiritualità, natura e ricordi personali riescono a incontrarsi.

Basta solo accendere i ricordi che partono dall’infanzia ed agganciare questi ricordi alla magia dell’Abbazia di San Galgano e abbinarle alle strade medievali del paese, che ti trasporteranno in un luogo capace di riportarti per qualche istante alla semplicità e al relax.
Se stai organizzando un viaggio alla scoperta dei borghi della Toscana, ti consiglio di inserire Chiusdino nel tuo itinerario.
Sono sicuro che, come è successo a me, riuscirà a sorprenderti.
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Saluti,
Mario Whitehead
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